Tremare per rinnovarsi

1. Poi un po’ mi alleno e un po’ scrivo e un po’ mi lascio trasportare dal mio pensiero. I quaranta gradi di fuori fanno sì che le membra si affloscino senza energia e io ho facilità a lasciar correre i pensieri. Resistere al caldo mi fa stare solo nel mio mondo, mi lascia il tempo che vaga tra noia ed ozio, che mi permette di volare. Poi il mio dito va solo, libero ormai da angosce e paure, libero e consapevole del suo battere parole vere e sentite.

2. Mio caro blog, ti ho abbandonato perché quello che ho vissuto negli ultimi mesi ha ribaltato le mie certezze creandone altre che mi permettono di sognare e di vivere. Tremare per rinnovarsi, ho scoperto che ti carica di energie sconosciute. La paura del cambiamento mi ha chiuso le porte della vita, privandomi della consapevolezza di risultati raggiunti e non percepiti.

3. Ho pensato e ho ripensato. Mentre non c’eri. Ho pensato a me e a te, poi a me senza te. Avevo messo in te le mie paure di solitudine, la mancanza di mio fratello, la voglia di una casa con più persone. Sei arrivato e a modo tuo mi hai protetto, mi hai fatto compagnia senza parlarmi e con la testa nel cellulare. Ti spacciavi per fratello, ma tu non eri mio fratello. Mi legavi ad una vita limitata molto di più di quella che lo è per natura, mi allontanavi dagli altri perché tu non sei in grado di uscire da te stesso, e soprattutto non volevi farlo. Ti abbiamo offerto una casa, vestiti stirati, cibo, ma soprattutto amici e accoglienza, ma tu non eri contento, non era mai abbastanza. Ma io non capivo, avevo paura della solitudine, non capendo che ero già senza di te, non capendo che non eri tu la soluzione alle mie paure. Quindi quando sei partito sono rinato per un’altra volta, ho potuto aprire gli occhi e ho potuto far venir fuori le mie opportunità. Poi te ne sei andato senza salutarmi, senza dirmi neanche una parola, io non ho visto i tuoi occhi. Penso solo che ora vedo il mondo diversamente. Non scrivo il tuo nome, non voglio farlo. Non hai rispettato il mio mondo, pagina chiusa, nome nessuno. Felice del passato, ma entusiasta del futuro. Grazie del mio rinascere. La gioia di vivere anche se col mio fare distorto e stonato è tornata in me e sono qui a riprendere le fila del discorso.

4. Ho compiuto trent’anni. Dovrei essere un adulto! Ecco, non mi ci sento. Non lavoro, non vivo solo, non ho autonomie funzionali, sono un comodo figlio di papà non spiaggiato totalmente sul divano. Vorrei lavorare? Non so, forse sì, ma non so come fare e cosa fare e soprattutto ho il terrore di non farcela. Amo i miei impegni, piccoli o grandi che siano. E forse la prossima tappa della mia vita sarà proprio questa: un lavorino , un giorno a settimana sfruttando le mie abilità. Mah, il futuro mi aprirà le porte. E comunque sia io li ho festeggiati questi trenta. Li ho voluti festeggiare con chi mi sostiene e con chi a modo suo mi è vicino senza vizi di contraddizione. E ci sono riuscito! Una festa poco lussuosa nell’apparenza, ma molto lussuosa nella gioia, molto lussuosa nei regali attenti, geniali, ricercati, non qualunquisti, ognuno segnato da un tocco magico. Li ho festeggiati perché è una vittoria avere la consapevolezza del dono della vita. Non è scontato poter festeggiare. Non è scontato avere con chi festeggiare. Non è scontato volerlo e poterlo fare senza essere travolti da ansie e incertezze. Ecco io ho festeggiato questo! I miei piccoli traguardi, i miei amici di ogni età, e i miei genitori. Non ho festeggiato solo con me solo, ma un me con gli altri, il dono più bello. E grazie a tutti.

Un pensiero riguardo “Tremare per rinnovarsi

I commenti sono chiusi.