È Natale?

Un giorno di fine anno: è finito l’autunno, inizia l’inverno. Fa freddo fuori, ma il freddo peggiore è dentro di me. Ho un golf leggero bianco candido che riscalda le mie membra, ma non può scaldare i pensieri che mi scorrono dentro, non può portare gioia. Mi sento sofferente come le storie che ho raccolto in questi giorni. Poi le ferite della vita portano segni nel cuore.

Le vetrine delle strade sono vestite a festa, ridondanti di oggetti che sono in esposizione cercando di mettersi in mostra. Tutti si corre per rincorrere un giorno nel quale bisogna essere felici. Mi chiedo perché. Tutti felici per cosa. Tutti cercano la felicità in un pacchetto regalmente vuoto. È Natale.

Gli occhi di G. pieni di sogni negati, la voglia di essere libera negata dal pesante sacco che porta sulle spalle, e la dignità che trasuda in ogni sguardo timido e ferito ma anche ricco di luce e speranza. Porto con me i tuoi occhi rivolti verso fuori, rivolti altrove, rivolti a mascherare, ma il tuo sguardo era attento, tenero, penetrante. Eri lì seduta difronte a me su una sedia che cercava di accoglierti, ma tu avevi paura, paura di non essere all’altezza, paura di essere sotto esame. Anche io avevo la stessa paura, sono sempre sotto esame, non posso far niente che non venga analizzato, ma sono abituato e ormai non ci faccio più caso.

Mi hai sconvolto anche se di te non so niente, scusami, scusaci, se non posso far molto. Lo so, sono parole e le parole servono a poco. Sono tornato a casa triste e malinconico sentendomi inadeguato, impotente. Io non sono libero e autonomo per le difficoltà del mio corpo, ma ho toccato con mano che la libertà e l’autonomia sono diversi per ognuno di noi. Tutti siamo liberi, tutti abbiamo la nostra gabbia.

Ho sempre cercato di conoscere le storie degli uomini, ho sempre cercato il contatto con l’uomo, le sue gioie, le sue sofferenze. Ho sempre avuto la presunzione di cercare di entrare nei vissuti, di guardare, di rendermi studioso per accettare anche le mie difficoltà. Usando l’ironia e cercando di restare attento agli altri, cerco di far ridere la mia vita, ma resto sempre attonito dal volto degli altri che ti rivelano sempre versi nascosti.

È difficile scrivere le emozioni, mi sembrano copia-incolla di qualche riga trovata su internet. Lo so che non scopro niente di nuovo e che tutto era, è e forse sarà. Ma allora, ferito da questi occhi, da queste storie mi chiedo perché.

È Natale.