Già pieno di noi

Caro Edo, ho pensato più volte di prendere la penna, anzi il dito e di buttare giù delle parole da dirti. Ma mi arenavo nella vastità di ricordi, emozioni e pensieri su di noi, su di te, su te e Maria. Quindi non riuscivo mai a scrivere su quel file bianco, ma già pieno di noi.

E ora seduto nella camera della nostra amata Livrea mi viene un pensiero che amerei dirti. La nostra vita è stata difficile e forse lo sarà ancora, questo cazzo di autismo rompe parecchio e non ci ha permesso di vivere in maniera usuale la nostra infanzia. Non abbiamo fatto le lotte come fratelli normali, non abbiamo fatto scherzi ai genitori, non abbiamo parlato la sera di nascosto. Ma abbiamo potuto volerci bene senza limiti, senza confronti, senza gelosie, senza troppe sovrastrutture, senza cose inutili. Poi abbiamo avuto un nutrimento eccezionale che ha riempito le nostre pance in maniera sovrabbondante, come un biberon sempre pieno: è l’amore dei nostri genitori per noi e tra loro.

Io ti auguro questo: un amore sovrabbondante tra te e Maria, da poter nutrire Cecino sempre ed in ogni momento. Sono qui che penso ad un regalo per voi, un regalo che sia il simbolo di noi, e non lo trovo. Non lo trovo perché noi siamo sguardi, sorrisi, abbracci. Noi siamo parole scritte e lette con emozioni. Noi siamo la tristezza della lontananza e la gioia della vicinanza. Noi siamo noi, strani, unici, determinati e combattenti. Quindi non trovo un regalo, ma cerco parole per augurarti un bel cammino con Maria nella gioia.

Maria tu sei entrata tra noi in maniera semplice, la tua presenza tra noi è stata ovvia, normale, naturale sin dal primo momento. Hai fatto parte della nostra famiglia e ne costruite una nuova ora, ma io ho la percezione di aver guadagnato una mega famiglia unendoci a tutti voi. Folle sei stata! Ma questa follia riempirà la vita di tutti noi. Grazie.